Detta l’Atene dell’Istria per le sue istituzioni culturali e per i tanti letterati che l’hanno resa illustre
(Da: “Itinerari istriani – II vol.” di Pietro Parentin)

Amo indugiare a guardare la città da lontano: dai colli dietro Muggia o da quelli che salgono alle sue spalle e le fanno da corona. La Capodistria vista da qui è diversa da quella di un tempo, ma ho sempre modo di passare al vaglio le immagini e rivederla come era prima dell’espansione odierna che l’ha profondamente trasformata. (…)
A volte, nel transitare, vorrei prendermi un po’ di tempo, non essere costretto dalle condizioni di traffico a scorrere veloce, ma ciò è raramente possibile e mi accade solo quando, non stando al posto di guida, posso dedicare tutta la mia attenzione al paesaggio ed ai pensieri che salgono in modo emotivo ed in rapida successione da una mente che ancora non riesce a vedere solo il presente.

Nei pressi del quadrivio di Ancarano, con i lavori per la nuova viabilità, sono venuti alla luce i resti imponenti di un insediamento urbano. È qui probabilmente, nei pressi della foce del Risano, presso l’antica linea di costa prossima all’allora isola del Monte Sermin che sorgeva il primo centro urbano e non sull’isolotto, allora lontano dalla costa, su cui la città sorse in seguito.

Centro commerciale delle popolazioni locali questo, raggiunto dai Greci che risalivano con le loro navi la costa orientale dell’Adriatico e forse dagli stessi Etruschi. Con l’arrivo dei Romani il ruolo di questo centro rimase sostanzialmente immutato, anzi probabilmente fu potenziato perché venne a trovarsi favorito dalla nuova strada romana che univa le colonie di Tergeste, Julia Parentium e Pola.

La nuova città, sull’isola, sorse più tardi quando qui arrivano tanti fuggiaschi in cerca di rifugio. La città sull’isola, come Grado ai limiti della laguna, trovava la sua ragion d’essere dalla posizione di isolamento frapposta dall’acqua e dalla possibilità di rimanere in contatto con la flotta romana presente a Ravenna.

È questa nuova posizione che permette alla popolazione di sfuggire alle pressioni dei nuovi venuti e garantisce il mantenimento dei contatti via mare con Ravenna e Bisanzio, fenomeno questo comune a tutta la zona costiera istriana e veneta da cui scaturisce un’unica civiltà che si rafforza nei secoli.

È con i bizantini dunque che si forma la città che in onore di Giustino II prende il nome di Giustinopoli. La sua storia ha inizio da qui ed è strettamente legata a quella di Grado e di Venezia.

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