Industre cittadina dalla spiccata vita sociale
(Da: “Itinerari istriani – II vol.” di Pietro Parentin)

L’immagine di Isola d’Istria che mi viene immediatamente alla mente ogniqualvolta penso a questa cittadina è quella che ho visto la prima volta dal mare. La motonave, doppiata Punta Madonna dopo la sosta a Pirano, puntava ad est. I miei occhi ammiravano la costa che dopo la Valle di Strugnano appariva alta e vicina, così diversa con le sue falesie da quella che mi era familiare caratterizzata dall’alternarsi di punte e valli in cui la terra, dolcemente declinante, va ad unirsi al mare.(…)

Recentemente sono ritornato ad Isola non limitandomi ad ammirarla dalla nuova strada di circonvallazione da cui si gode costantemente una bella vista, diversa da quella che si ha dal mare, ma completa.(…)

Di Isola che a differenza di altre città istriane conserva nel toponimo la sua origine, del suo territorio, quasi un’enclave tra quelli ben più estesi di Pirano e Capodistria, della sua storia che emerge sempre più nitida nel tempo ma rimane poco nota nell’antichità di cui conserva vestigia di moli romani, conscio della difficoltà di rendere una valida idea di quella realtà così ricca e viva, invito fin d’ora i lettori a leggere “Isola d’Istria dalle origini all’esilio” pubblicato da “Isola Nostra – Trieste”, un libro che offre uno spaccato molto completo della città e per suo mezzo su altre realtà dell’Istria nostra.

Cogliere Isola nella sua peculiarità geografica originale oggi è ancor meno facile rispetto ad un passato ancora recente a causa dei continui interramenti che l’hanno fatta diventare sempre più una penisola dall’istmo sempre più largo. Ancora nel 1830, come posso vedere da un acquerello, l’istmo era rappresentato da una lingua di terra che lasciava intravedere la realtà originaria. Quando Isola ha cessato di essere un’isola non lo so, ma sicuramente da molto tempo ha avuto il suo collegamento con la terra ferma, con quell’anfiteatro ubertoso che veniva intensamente coltivato da agricoltori residenti non solo nei dintorni, ma anche in città.

Il territorio di Isola, ristretto tra quelli di Capodistria e Pirano, era formato dalla valle aprica che si apre verso nord e dalle retrostanti colline. Sul mare s’aprivano due valli: a levante Val Vallisana ed a ponente la Valle di San Simone. In entrambe queste valli è stata rilevata la presenza di porti romani di una certa consistenza, segno questo che il territorio era abitato prima che sull’isola vi sorgesse il borgo.

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